Versione solo testo - Eurocin G.E.I.E., 8 settembre 2010
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DG Ricerca & Sviluppo



Cuneo, 8 settembre 2010
ultimo aggiornamento: 15.01.2010



Europa on-line



DG RICERCA & SVILUPPO

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Ricerca e innovazione contribuiscono a creare occupazione, offrire prosperità e garantire la qualità di vita. L’UE occupa una posizione di primissimo piano in molte tecnologie ma è costretta ad affrontare la crescente concorrenza non soltanto dei concorrenti tradizionali, ma anche delle economie emergenti. È grazie a programmi congiunti che gli Stati membri ottengono risultati che da soli non potrebbero conseguire.
L’UE affronta la grande sfida di mantenere la competitività e sfruttare la scienza e la tecnologia per promuovere la crescita economica, la creazione di posti di lavoro, il miglioramento della qualità di vita e la risoluzione di problemi sociali quali la povertà, le malattie e il degrado ambientale. Complessivamente, nel 2005 gli investimenti nel settore ricerca e sviluppo (R&S) ammontavano all’1,84% del PIL (prodotto interno lordo, un indicatore della prosperità annua nazionale): una percentuale inferiore sia rispetto ai valori del 2004, sia rispetto al volume degli investimenti negli Stati Uniti, in Giappone e Corea del Sud. Stando all’andamento attuale, inoltre, entro il 2009 la Cina avrà colmato il divario con l’UE.

Queste cifre così mediocri sono dovute in prevalenza ai minori investimenti nell’R&S da parte del settore privato. Le imprese dell’UE investono nell’R&S soltanto l’1% del PIL, a fronte dell’1,7% negli Stati Uniti e del 2,4% in Giappone. Gli scarsi investimenti delle imprese nell’R&S mettono a repentaglio l’obiettivo dell’UE di innalzare la spesa per la ricerca al 3% del PIL entro il 2010. Il perseguimento di questo obiettivo, infatti, presuppone la partecipazione del settore privato alla spesa nella misura del 67%, con la parte restante a carico del settore pubblico.

Oltre ad investire meno, l’UE ha all’attivo poche conoscenze e scoperte scientifiche valorizzate in brevetti, soprattutto quelli necessari alle industrie ad alta tecnologia.

L’UE intende porre rimedio a questo triste primato adottando una strategia integrata per le sue politiche di ricerca e innovazione, in modo da assicurare che in tutte si tenga conto dell’importanza dell’R&S: aiuti di Stato, efficace tutela della proprietà intellettuale, istruzione, ricorso coordinato agli incentivi fiscali per promuovere l’R&S. La più concreta espressione dell’importanza che l’UE attribuisce alla politica scientifica e tecnologica è, ad ogni modo, il settimo programma quadro (7° PQ). 

Fonte ed ulteriori informazioni: http://europa.eu/pol/rd/index_it.htm







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